
Gustavo, Cecco e Rocky, rispettivamente cuoco, lavapiatti e cameriere. I tre compongono la classica combriccola di disgraziati che sognano la bella vita, e hanno come mascotte Gualtiero, un simpatico porcellino d'India. Grazie agli agganci di un amico, i tre riescono a imbucarsi nello staff di un banchetto di nozze molto chic a Saint Moritz, portando una ventata di provincialità a una festa esclusiva.
L'Italia è un paese per vecchi, non c'è niente da fare. Piacciono le cose comode, già sentite, famigliari. Ma non è possibile che dopo vent'anni la formula dei cinepattoni rimanga sempre quella, con un sempre più anziano Massimo Boldi (Eccezzziunale... Veramente) che si comporta ancora come un ragazzino e va avanti a suon di battute sentite come minimo un milione di volte (“Oddio me la ciula, me la ciula”). È tempo di dire “BASTA!”, non se ne può più di questo cinema spazzatura fatto di tette, culi, gag dialettali e scorregge che tentano di coprire le mancanze di una trama inesistente. E ce la spacciano pure come commedia all’italiana. Boldi ormai non fa ridere neanche i suoi nipotini, per non parlare dei soliti Massimo Ceccherini (I Laureati) ed Enzo Salvi (Merry Christmas), che infarciscono la pellicola di volgarità gratuite e scontate, che più che divertire fanno venire il latte alle ginocchia. Se non altro, almeno all'inizio, i cinepanettoni avevano il pregio di schernire le magagne di un'Italia caciottara. Ma oggi questi prodotti di bassissima qualità non fanno altro che intristire il pubblico mostrando il ritratto di un'italietta che fa le corna nelle foto di gruppo e rutta alle cene di gala. Piuttosto che spendere i soldi per il biglietto, sarebbe meglio investirli in un fondo pensionistico a favore di Boldi, in modo da garantirgli una serena pensione e risparmiare a noi futuri cineorrori.
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