
Una città di celluloide, due episodi da film. Carlo (De Sica), attempato gigolò in vacanza con l’ultima ottuagenaria conquista, viene scaricato senza un soldo ed è costretto a farsi aiutare da Cristina (Ferilli), abbandonata incinta anni prima. Serena (Hunziker) e Marcello (Gassman) stanno per sposarsi ma all'addio al nubilato lei finisce nel letto di Rocco (Tognazzi). Non accade nulla, ma l'amnesia da alcol fa credere il contrario.
Il cinepattone con la C maiuscola. E già sai quello che ci troverai dentro: Natale a Beverly Hills è una commedia degli equivoci costruita su personaggi stereotipati, lustrini natalizi, allusioni sessuali, gag viste e riviste mille volte e cafonerie gratuite. Sarà per questo che il pubblico in sala si ammazza di fragorose risate? La ricetta è garantita al limone da Neri Parenti e Christian De Sica e funziona sempre perché ha la capacità di sfondare ogni barriera anagrafica, geografica e (ahimé) culturale basandosi sull’eterna lotta comica costruita sull'asse Roma-Milano. Niente sorprese o delusioni, quindi, ma solo una conferma delle leggi di mercato. Citando Riccardo Garrone in Vacanze di Natale (1983), capostipite della saga:"E anche questo Natale ce lo semo levati dalle …"