
Durante uno spensierato weekend di novembre con gli amici nella casa di campagna in Toscana, l’architetto Marcello e la moglie Marina, psicologa, sollevati dal fatto che la storia tra Rosa e un suo coetaneo sia finita, si preparano a conoscere il nuovo amore della figlia, senza ancora immaginare che cosa - e chi - li aspetti…
Il cinepanettone sta al PDL come l'anti-cinepattone sta al PD. Questa è la supponente formula in cui si muove la coppia Mazzantini-Castellitto che scrive una storia in cui sono raccolti i luoghi comuni della sinistra salottiera italiana, così come nei cine-panettoni di fine anno sono presenti i difetti e le virtù dell'Italietta caciarona che si fa grassa in giro per il mondo. Cosa c'è da dire? Il film è all'insegna del vorrei ma non posso, e Castellitto colpisce più come attore che come regista. I suoi tentativi di trovare soluzioni originali sono pretenziosi e fallimentari: vorrebbe usare la macchina da presa in modo innovativo, ma il risultato è da mal di mare; vorrebbe fare del cinema teatrale, ma il risultato è una fiction televisiva. I temi affrontati (conflitti generazionali, tradimenti patinati, amore fra una ragazza e un anziano) sono poco brillanti e ancor meno originali. Fra cinepattoni e anti-cinepattone è meglio saltare il dolce e accettare che ormai siamo arrivati (ahinoi) alla frutta. Almeno per Natale.