
Brüno è il reporter gay di un'emittente televisiva austriaca. Trendy per vocazione, Bruno impazzisce per tutto ciò che è stiloso ed effimero ma è anche ambizioso: vuole diventare un attore famoso e adottare un bimbo di colore. Per realizzare i suoi sogni si reca a Los Angeles con il fido assistente e qui entra in un vortice di interviste bizzarre, prestazioni sessuali improbabili e spassose sfilate di moda.
Commedia demenziale arricchita da incursioni nel trash tipiche di Sasha Baron Cohen. Pur offrendo un ritratto divertente e sarcastico del mondo del cinema e della moda, Brüno manca di coesione, appare quasi un collage di scene mal collegate fra loro e accomunate dal grottesco e dal cattivo gusto al servizio dello shock a tutti i costi. Lo sforzo potrebbe essere anche apprezzabile, ma da uno come Baron Cohen non è possibile non aspettarsi qualcosa di più. Il format mockumentary che aveva funzionato alla grande con Borat, qui delude parecchio, con l'eccezione di alcune trovate che rimangono esplosive (ma che non vi diciamo per non rovinarvi la sorpresa). Il resto è un susseguirsi di siparietti più adatti a un B movie che a un falso documentario.