
Un gruppo di amici - Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa, Virgilio e Francesco - si ritrovano trentottenni a sostenere nuovamente l'esame di maturità, dopo che il Ministro dell'Istruzione ha invalidato il precedente. GlI ex compagni di scuola ritorneranno sui banchi con qualche capello bianco e ruga in più…
L’Italia è sempre più un paese di bamboccioni, ormai è un dato di fatto, per cui non rimane che riderci sopra e prenderla con filosofia. Più si va avanti e più le nuove generazioni sono disilluse, disposte ad accontentarsi, maledettamente legate a una vita alla giornata. Quarantenni che rincorrono una seconda giovinezza, che invece di porsi come modelli nei confronti di terzi sono ancora in cerca di punti di riferimento e di certezze. Questo è il nostro paese, e questo è il XXI secolo. E ci piace così. O almeno così traspare dalla nostalgica pellicola di Paolo Genovese (regista anche di La Banda dei Babbi Natale con Aldo, Giovanni e Giacomo), che pur essendo ben scritta e recitata non riesce ad andare a segno, rimanendo pericolosamente in bilico fra il divertente e il commovente. Non c’è quell’amarezza che induce alla riflessione propria ad esempio di Antonio Albanese e del suo Qualunquemente, e nemmeno la comicità dirompente con cui Checco Zalone farcisce Che Bella Giornata. Nonostante le ottime interpretazioni di Luca e Paolo o dell’esplosivo Ricky Memphis, i personaggi mancano di spessore, e non hanno storie di vita condivisibili come potevano essere quelle dei protagonisti di Basilicata Coast to Coast. Sembra quindi tutto un po’ fasullo, posticcio, a tratti incompleto. Ed è un peccato, perché la partenza è buona e lo spunto assolutamente interessante e attuale. È un po’ come quando chiedi un Gin Tonic e ti servono un’acqua tonica: Genovese, la prossima volta mettici un po’ più di gin.