
Un viaggio tra i fatti di cronaca e i personaggi che hanno colorato di chiaroscuro l'ultimo decennio di storia italiana. Alessandro di Carlo, incarnazione della spontaneità e dell'effervescenza romane, scende tra il pubblico e lo guida in questo viaggio, lasciando sul palco le immagini proiettate su un maxischermo, filo conduttore di tutta la rappresentazione. In scena fino al 28 marzo a Roma al Teatro dei Comici, sempre più punto di riferimento capitolino per il teatro brillante.
Di Carlo porta avanti lo show girando tra le poltrone e interagendo abilmente con la platea, mentre sul palco le sequenze di immagini introducono fatti e personaggi dell'ultimo decennio. Il comico irrompe in scena con la maglia dei mondiali 2006, travolgendo tutti con la sua verve comica, che si manifesta a ruota libera su fatti, volti e situazioni. Si parte dal Millenium Bug per arrivare a Obama, ma in mezzo ci trovi di tutto: il Giubileo, il Gay Pride, le Torri Gemelle, Bin Laden. Sarcasmo e improvvisazione sono il pane di Di Carlo, che affronta i temi più scabrosi con lo schermo di una risata e il gancio di una mimica facciale molto efficace, tipica del fare approssimativo romano. E quando si scalda, la sua lingua affilata non risparmia gli stessi romani, "rei" di spendere il proprio tempo libero nei centri commerciali piuttosto che visitare la propria città. Due ore che trascorrono piacevoli, filtrate e scandite dall'espressione "ammazza che robba" (tipicamente romanesca ma trasversale a un'attitudine tutta italiana), ma non prive di spunti di riflessione sulla società, con giudizi tutto meno che pacati sui politici, sull'omologazione dei costumi e sui giovani di Sanremo:"Se i giovani hanno quell'energia lì, preferisco stare con mio nonno". Ammazza che grinta!