Due guardie clownesche ci introducono al caos di una singolare mostra. Dopo un'impeccabile introduzione di voci fuori campo, i quadri prendono vita, ballano, fanno acrobazie e giochi di prestigio. Assistiamo al divertente incastro dell'Uomo Vitruviano di Leonardo e al messaggio streetart di Keith Haring, che in tempi recenti dimostrò che l'arte può cambiare il mondo. E tra un omaggio a Elvis e Marilyn viene presentato anche un Roy Lichtenstein, attualissimo perché esposto alla Triennale di Milano (fino a metà maggio).
Siamo sinceri. Quando abbiamo visto che lo show era consigliato a un pubblico dai 3 ai 10 anni siamo entrati prevenuti o pronti alla noia. Ma ci siamo ricreduti. La musica ci accompagna in un viaggio nel tempo (e nella fantasia) dal Rinascimento alla Pop Art, dal nostrano da Vinci fino agli artisti del secolo scorso, passando per una rappresentazione dell'Urlo del norvegese Munch, uno dei momenti più divertenti di tutto il pomeriggio. Da un'arte statica come la pittura, Viganò e Polidoro (si, è quello dei Turbolenti) ci dimostrano come si possa fare teatro ed insegnare, divertendo. Lo show trabocca di idee originali e talvolta volutamente ambigue, al punto da far cogliere le malizie all'adulto e solo il candore al bambino, col risultato di far sorridere tutti. Le parole rendono poca giustizia, lo spettacolo è giocato sulla difficile arte della mimica e il duo è così rodato che arriva a bersaglio con naturalezza, trovando persino il modo di prendere (sobriamente) in giro il governo. I bambini in particolare seguono Showqquadro sotto ipnosi, alternando attenti silenzi a risate di partecipazione, in risposta al coinvolgimento dei mattatori. Ma alla fine anche i grandi escono soddisfatti. Consigliato, soprattutto agli insegnanti: potrebbe essere uno spunto per un approccio nuovo alla didattica.