
Racconto popolare che ha per protagonista le storie della povera gente: Nina, la giovane figlia di Peppone (capo di una banda di circensi), è promessa sposa a Enrico, funambolo buono perdutamente innamorato di lei. Ma sulla loro unione volteggiano Togasso, un malvivente siciliano emigrato a Milano pronto a mettere il dito tra i promessi sposi e Marilyn, la perpetua devota del cattivo, una donna di rara bruttezza, ma dal cuore saggio.
“Sorridi Nina, sorridi, che la vita l'è un bùs neghèr in fund al tunnel!” (Sorridi Nina, sorridi che la vita è un buco nero in fondo al tunnel!). Con questa tragicomica similitudine, in perfetto dialetto milanese, il Peppone magistralmente interpretato da Paolo Rossi riassume alla figlia Nina la disillusione di una Milano che ha perso il senso della giustizia, ma non quello dell'umorismo. Dopo la sua versione pop di Mistero Buffo di Dario Fo, Paolo Rossi e la compagnia Babygang portano in scena La Povera Gente, una suite moderna ma ispirata al testo El Nost Milan di Carlo Bertolazzi che le Sagome hanno visto in un'anteprima nazionale a Sesto San Giovanni. Attorno alla figura di Pepùn sogni folli e immaginazione si scontrano con la moderna indigenza milanese, fatta di immigrazione, precariato e tanta, tanta nebbia a rendere figurativamente la povertà esistenziale che aleggia nelle strade della città. Il viaggio metropolitano di Rossi è un continuo susseguirsi di linguaggi improvvisati, dove sono giocosamente uniti espressività e dialetti, in un grammelot che riesce a recuperare una lingua che pareva persa, ma che è in grado di divertire e di disvelare i mali della società. Buona la prima, aspettando l'inizio del tour.