
La carrellata di Personaggi ritrae goliardicamente la cronaca dell'Italia di oggi: un Antonio Albanese grottescamente alle prese con una valigia sospetta, il Ministro della Paura, fiero dell’influenza suina, che promette una nuova e altrettanto ricca stagione di terrore. Fino all'inevitabile acme di Cetto Laqualunque, il politico che decanta nel suo programma lo stretto legame tra sesso, corruzione e politica. Al solito grido di "cchiu pilu pe' tutti". Al teatro Ciak di Milano fino al 21 al 31 ottobre 2010.
Il camaleontico Albanese ci mostra come si possa ridere e sorridere di tutto ciò che ci circonda e andare oltre. Dal nord al sud della penisola, isole comprese. Si può ridere anche di un paese dove un Professore promuove gli alunni che non studiano, per timore dei ricorsi, e boccia chi è preparato, perchè ormai lui stesso non si ricorda più le risposte. Si parte idealmente dalla prospettiva lombarda di Perego per arrivare fino all'estremo opposto, e non solo geograficamente, del siciliano Alex Drastico, che strappa risate oggi come 15 anni fa. Ma chiamarlo "comico" è riduttivo. Albanese spicca per l'ammirevole padronanza scenica, per la fisicità pazzesca e per l'eccezionale sfoggio dei dialetti. Cetto Laqualunque dal vivo è ancora più esilarante che dal salotto di casa ma il mattatore di Luino trascende i confini della comicità affrontando tematiche cupe, amplificate da una calcolata scenografia dark. Rincuorano i passaggi del sognante Epifanio e il rinfrancante finale del Sommelier che si esibisce con l'unica mercanzia efficace per ritrovare l'allegria perduta, anche in piena autonomia: il vino! E una volta calato il sipario esci dal teatro con un'iniezione di buonumore ma anche con qualcosa su cui riflettere.