
Siamo nel 1993 nel bel mezzo di Tangentopoli, e due agenti sono alle prese con le indagini su tre morti eccellenti, tutte legate all'Eni: Sergio Castellari, direttore delle Partecipazioni Statali e consulente Eni, trovato senza vita su un prato poco fuori Roma, freddato da un colpo di pistola alla nuca; Gabriele Cagliari, per anni Presidente Eni, soffocato da un sacchetto di plastica a San Vittore, dove si trovava in carcere preventivo; e infine la più nota e sofferta, quella dell'armatore Raul Gardini, industriale della chimica italiana che avrebbe voluto privatizzare l’Eni, deceduto a Milano, nella propria casa in Piazza Belgioioso 2, con due colpi di pistola. Per quanto gli indizi siano contraddittori tutti verranno giudicati "Suicidi”.
E proprio poco prima degli interrogatori davanti ai Pubblici Ministeri…
Suicidi è una constatazione o una domanda? Su questo sospetto nasce uno spettacolo che grazie all’ironia rende anche Mani Pulite, e gli inquietanti misteri che la circondano, accessibile, e magari anche più digeribile, come dimostrano Fabrizio Coniglio e Bebo Storti che, come ai tempi del Conte Uguccione, non si smentisce nelle esilaranti interpretazioni dei personaggi interrogati dalle forze dell’ordine.
La pièce è la versione teatrale del libro Tre Suicidi Eccellenti scritto da Mario Almerighi (presidente del Tribunale di Civitavecchia, negli anni Settanta fu pretore in prima fila sul caso Calvi e sui legami illeciti tra politica e petrolio. Come magistrato fondò insieme a Giovanni Falcone una nuova corrente di approccio alla giustizia).
Tema di fondo dello spettacolo è il sospetto - sovversivo - che in Italia tutto ruoti intorno ad un sistema in cui il valore primo sono soldi e petrolio, con meccanismi così corrotti che economia&finanza, malavita&politica si sono fusi in un tutt’uno lercio e maleodorante come l'oro nero. Questo sistema potrebbe arrivare anche a uccidere chi sa o chi non regge la tensione, diventando inaffidabile.
Tradurre nel linguaggio teatrale un libro di questo spessore è molto complicato, comunque il risultato finale, vuoi per le risate che genera Bebo Storti , vuoi per le tematiche che appassionano e coinvolgono tutti, è discreto e la resa dei contenuti efficace e rincuorante per chi, come il protagonista, pensa:
“Mi sento inadeguato perché sono una persona onesta!”