RIDERE A TEHERAN OGGI

Ridere a Teheran? Un One Comedy Show televisivo intitolato Khandevaneh sta ravvivando il palinsesto televisivo iraniano e diffondendo la cultura della risata con un programma satirico che offre tanti buoni motivi per ridere.

La trasmissione è molto seguita soprattutto dai più giovani, anche a causa della quasi totale assenza di programmi interessanti 999sulla TV di stato iraniana IRIB (Islamic Republic of Iran Broadcasting): nonostante i venti canali televisivi, quest’ultima ha infatti un palinsesto orrorifico con programmi politici sui quali è ancora proiettata l’ombra dell’ex presidente dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad. Facendo un giro per i canali è facile incappare in scene di persone che partecipano a funerali, scene di lutto e cordoglio, cimiteri, pianti e lacrime; in caso contrario, si trovano risse o persone che litigano su questioni banali. La musica è quasi bandita (Ahmadinejad eliminò tutta la musica occidentale dalla TV iraniana) e i programmi di satira o affini girano a notte fonda.

Si pensi che nel 2012 la notizia della vittoria del premio Oscar come miglior film straniero di Una Separazione del grande cineasta iraniano Asghar Farhadi, fu quasi boicottata a causa delle posizioni politiche del regista.

Non sappiamo dire con certezza se il cambiamento in corso sia merito del nuovo e più moderato presidente Hassan Rouhani, ma sta di fatto che sotto di lui è iniziato Khandevaneh lo spettacolo di satira e interviste in onda su Nasim TV che a queste latitudini è quasi rivoluzionario.

L’obiettivo del programma, diretto e condotto da Rambod Javan – attore e comico iraniano di primo piano – è quello di promuovere la felicità e la “cultura della risata” in una società depressa come quella iraniana. Iniziato l’11 giugno 2014, il titolo Khandevaneh è composto dall’unione delle parole Khande (tradotto come sorriso) e Hendevaneh (trad. come anguria). Il titolo è legato anche al fatto che l’ospite con il sorriso più bello di tutti viene dichiarato ospite della settimana.

Khandevaneh-coverOgni sera 100 persone selezionate dai Social Network partecipano come spettatori: la trasmissione è aperta a tutti, purché superino alcuni test sulla competenza comica. Lo spettacolo inizia con Rambod Javan  che arriva sul palcoscenico rotolando, poi si stende e dopo aver salutato gli ospiti e gli spettatori giura fra il serio e il faceto: “In nome di Dio, il mio nome è Rambod Javan di Nasim TV. Questa è Khandevaneh”

 

Rambod Javan e Jenab Khan

Rambod Javan e Jenab Khan

In ogni puntata è accompagnato da due stand-up comedian (Nima Shabannejad, seguitissimo sui social, e Danial Ghaffarzadeh) che deridono delicatamente personaggi pubblici famosi, fanno appello al senso dell’umorismo iraniano e si sfidano l’un l’altro trattando temi a volte anche sensibili per la società iraniana. Nima ha il ruolo di avvocato del diavolo e si impegna in lunghe discussioni col presentatore Rambod Javan. Nel cast c’è anche un buffo pupazzo molto popolare, Jenab Khan: originario del sud dell’Iran, parla persiano con un accento molto divertente e reinterpreta in chiave comica canti nunziali o della tradizione.

Nello spettacolo sono stati trattati anche temi politici scottanti come lo è stato l’accordo nucleare fra l’Iran-USA. Pare che politici, professori e altri membri della nomenclatura iraniana siano abbastanza aperti all’idea di un passaggio televisivo da Rambod Javan che comunque deve essere sempre accorto ai dettami dei vertici del IRIB. La bravura del presentatore è comunque quella di riuscire a palleggiarsi fra i limiti imposti dall’alto e la sua voglia di fare notizia oltre che di divertire.

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Aliasghar Ramezanpoor, ex Vice Ministro della Cultura iraniano ha detto al Guardian che l’abilità del programma sta proprio nel divertire senza superare la sottile linea della censura: “Il gruppo dietro lo spettacolo ha lavorato con la TV di stato per un lungo periodo di tempo in modo che sia pienamente consapevole delle invisibili linee rosse, ma allo stesso tempo sa come utilizzare i riferimenti per i giovani candidamente, senza attraversare nessuna di quelle linee.
Per una TV come quella iraniana piena di severe conferenze, sermoni e programmi che propagano tristezza e sconforto, l’ascesa di una trasmissione che ha cercato di mantenere le sue connotazioni ideologiche al minimo e di rendere semplicemente le persone più felici, liberandole dall’indottrinamento politico e ideologico, è senza dubbio una benedizione.

Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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