RIDI O MUORI: LADRI DI CADAVERI

 

Dal 25 febbraio ride bene chi ride nero con Ladri di Cadaveri di John Landis

Prendi l’attore di straculto Simon Pegg (L’Alba dei Morti Dementi), Andy Serkis aka il Gollum e il superfreak Tim Curry, il Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show. Che trio. Li hai presi? Lo ha fatto anche quell’icona vivente di John Landis (The Blues Brothers e ho detto tutto), che li ha messi tutti insieme in Ladri di Cadaveri – Burke & Hare, una commedia noir da “morire” dal ridere che arriverà nei cinema il prossimo 25 febbraio. Ah, a rendere ancora più macabro il tutto c’è quella spaventosa “mummia” di Christopher Lee (Dracula il Vampiro e altri sessanta film orrorifici).

William Burke (Pegg) e William Hare (Serkis) sbarcano il lunario nella capitale scozzese del XIX secolo. Dopo l’ennesimo fallimento commerciale, tornano alla loro pensione e scoprono che il loro inquilino è morto il giorno in cui doveva pagare l’affitto. Da qui nasce l’idea di sfruttare il cadavere per ricevere in cambio una bella somma. Edimburgo è il cuore della ricerca medica e i dottori cercano disperatamente cadaveri per le loro lezioni di anatomia…

Fan sfegatato delle commedie a tinte forti, come La Signora Omicidi, Landis rilegge in chiave comica una vicenda di cronaca nerissima realmente accaduta: gli omicidi commessi dagli irlandesi William Burke e William Hare, che uccisero 17 persone per soddisfare l’alta richiesta di corpi umani da parte dei loro illustri “clienti”. Le atmosfere sono quelle ottocentesche che richiamano Sherlock Holmes e Jack Lo Squartatore, non nell’elisabettiana Londra ma in una Edimburgo fosca e decadente.

Nella moltitudine di film omologati in circolazione, Ladri di Cadaveri incuriosisce per l’originale anomalia del progetto e per l’insolito cast coinvolto. Verificalo di persona guardando il trailer.

Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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