SAGOMA INTERVISTA DIEGO PARASSOLE

 

Sagoma ha incontrato l’artista più biodinamico del panorama italiano, ma l’intervista non è stata a impatto zero

Con gli anni Diego Parassole è entrato a buon diritto nella categoria dei comici “eco-sostenibili”. Meno arrabbiato di Grillo, ma più divulgativo, i suoi spettacoli sono una fonte inesauribile di informazioni sulla società dei consumi e sulle sue contraddizioni. Un cabarettista che non fa “solo” ridere (come se fosse poca cosa…) ma che ha un mucchio di cose da dire. Per capire il tipo: qualche tempo fa siamo stati alla prima nazionale del suo nuovo spettacolo I Consumisti Mangiano i Bambini, al teatro della Cooperativa di Milano, e a fine serata Diego non era affatto contanto. Come mai? Perché in un ora e quaranta minuti era riuscito a dire solo una parte di quello che avrebbe voluto e ha dovuto tagliare venti minuti di monologo.

D: Chi è Diego Parassole?
R: A volte me lo chiedo anch’io, mi piacerebbe saperlo con precisione. Per il momento possiamo dire che Diego Parassole è una specie di puffo, tutto sommato anche abbastanza alto di statura rispetto agli standard della categoria, che spara vaccate con un po’ di senso

D: Cos’è per te la comicità?
R: Un modo per dire cose assolutamente serie evitando di annoiare la gente o farsi picchiare

D: Quale altro mestiere avresti potuto fare?
R: Di sicuro avrei finito medicina veterinaria, il corso di laurea che stavo seguendo e che ho abbandonato dopo circa 35 esami per fare il comico. Un po’ lo rimpiango, perché amo molto la campagna, gli animali e la natura

D: In molti ti vedrebbero invece nei panni di sociologo
R: In qualche modo mi considero uno “scienziato – comico – divulgatore”. Quando lavoro su uno spettacolo parto sempre dall’informazione e dall’attualità, elaborando poi una mia riflessione. Ci sono cose che, a volte, fatico anch’io a capire, e che studio proprio per comprendere i motivi per cui succedono. Non è poi detto che la teoria che sviluppo sia necessariamente quella giusta, ma cerco di smascherare i meccanismi che stanno dietro a certi fenomeni che mi sorprendono per poi divulgare la mia interpretazione. Hai visto che intervista seria che sto facendo?

D: Davvero, contro ogni aspettativa. Viriamo sul superficiale: il ricordo più bello della tua carriera?
R: I comici non hanno mai ricordi belli. Hanno solamente ricordi tragici

D: Allora non avrai problemi a raccontarci quello più imbarazzante
R: Uno dei più buffi riguarda uno dei primi spettacoli che ho fatto a Milano. Avevo un pezzo che parlava di corna, e solitamente faceva molto ridere. Era una sorta di cavallo di battaglia. Quella sera, però, non rise assolutamente nessuno. Solo alla fine dell’esibizione ho scoperto che si trattava di un club per scambisti!

D: Quale superpotere vorresti avere?
R: Mi piacerebbe fare ridere parlando di qualsiasi argomento, senza necessariamente dover scervellarmi troppo per produrre battute divertenti anche su temi seri

D: Quanto eri alto quando hai scoperto la comicità?
R: Darti dei riferimenti anagrafici e di altezza è piuttosto difficile. Ricordo però che da bambino, ai tempi in cui c’era ancora la televisione in bianco e nero, adoravo i film di Stanlio e Ollio. Ero molto basso, però non è che in seguito ci sia stato uno sviluppo troppo significativo. Possiamo dire che più o meno ero alto come lo sono ora.

D: Cosa significa essere un comico ecosostenibile?
R: Avere un sacco di sensi di colpa, perché è difficile essere coerenti al 100% con quello che si dice e purtroppo sei sempre consapevole del fatto che, nonostante i tentativi, qualche danno ambientale lo fai. 

D: Dicevi prima che, pur affrontando argomenti seri in maniera quasi scientifica, riesci a divertire. E tutto ciò senza mai sfociare in una satira aggressiva o violenta. Scelta ragionata o inclinazione naturale?
R: Fondamentalmente si tratta di una scelta, nel senso che il pubblico ha già i propri problemi personali e un atteggiamento del tipo “Ricordati che devi morire” non faccia altro che terrorizzarlo ulteriormente, e anziché avvicinarsi a certe tematiche delicate si allontani ancora di più. La scelta è quindi quella di non essere troppo drammatici, anche se a volte non guasterebbe esserlo. Di recente parlavo con Stefano Camerini, un ingegnere che si occupa di climatologia, di come la gente non si renda conto degli stravolgimenti che nel giro di pochi decenni, procedendo di questo passo, si verificheranno a livello climatico. Forse sarebbe il caso di essere più estremisti. Ma il rischio, quando tratti certe tematiche in modo troppo allarmistico, è quello di ottenere l’effetto contrario. Esiste una sorta di meccanismo di difesa per cui le persone tendono a negare ciò che le spaventa. Diciamo che tento di raggiungere una sorta di equilibrio, per informare senza terrorizzare.

D: Quale aspetto della società moderna riesce davvero a farti girare gli ammenicoli
R: Il buttare via le cose in nome della sostituzione rapida. Ad esempio, l’altro giorno, ho portato a riparare la stampante mi hanno chiesto 150 € per riparare la testina, il che vuol dire che per cambiare un componente dovrei spendere molto più di quello che è il valore della stampante nuova. Il risultato è che verrà probabilmente buttata, a causa di questo meccanismo che porta a fare danni all’ambiente in nome di un piccolo guadagno. Continuiamo a produrre spazzatura, e il problema è che fra un po’ non sapremo più dove metterla.

D: Quali sono i consigli di Diego Parasole per resistere alla smania consumistica?
R: Il trucco fondamentale è non comprare mai sull’onda delle emozioni. Meglio lasciare sbollire l’impulso e rifletterci con calma a casa, per valutare a mente fredda e capire se quanto visto in vetrina sia realmente una necessità. 

D: Ma non ti capita mai di farti prendere dalla febbre dei saldi?
R: Assolutamente sì! Ma mi va bene che, almeno negli ultimi due anni, ho sempre debuttato con lo spettacolo nuovo in concomitanza con l’inizio dei grandi saldi invernali. Per cui non ho il tempo materiale per frequentare le svendite. Se non ti trovi in centro, fra i negozi, non hai la possibilità di cedere alle proposte. Come ripeto sempre nello spettacolo I Consumisti Mangiano i Bambini, l’importante è non cadere in tentazione!

 

Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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