Sanremo, risate tra i fior

La kermesse della canzone italiana vede una nutrita rappresentanza comica. Manterrà le promesse?

Con spiacevole puntualità torna il Festival di Sanremo, l’evento canoro dell’anno. Se proprio non possiamo allontanare da noi l’amaro calice delle canzoni, ma soprattutto del contorno fashionista-gossipparo, ci resta almeno la speranza di farci quattro risate? Parrebbe di sì, vista la presenza nel quartetto dei conduttori di Virginia Raffaele, che speriamo non sia troppo politicamente corretta (anche se lo temiamo).

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Diamo qualche chance a Gabriel Garko, che dopo lo choc di qualche giorno fa torna coraggiosamente subito in sella col suo fascino zoolanderiano, ma non privo di sprazzi di autoironia. Chi lo conosce dice che lontano dalla macchina da presa – davanti alla quale sfoggia indifferentemente una delle sue due espressioni (con gli occhiali da sole o senza) – sia un ragazzo simpaticissimo… e noi vogliamo credergli!

A lui va già il grande vanto di aver scatenato le frizzanti polemiche della vigilia, prima sull’uso più o meno improprio del termine “valletto” – personaggi della caratura di Alba Parietti e Claudia Gerini non si sono risparmiate critiche al vetriolo sul tema – poi sulla sua incontenibile sensualità capace di turbare i sogni di donne e uomini.

Non pervenuti i livelli di simpatia degli ultimi due componenti del ticket Carlo Conti e Madalina Ghenea, ma sospettiamo che sia vano farsi illusioni.

A parte l’attesa performance degli Elio e le Storie Tese, le risate dovrebbero concentrarsi in seconda serata, nei quattro appuntamenti con il Dopofestival, che torna dopo otto anni in TV – e dopo aver archiviato con grandi rimpianti la formula internettiana dell’anno scorso con Saverio Raimondo – e vede la conduzione di Nicola Savino insieme alla Gialappa’s Band, con la partecipazione di Max Giusti.

 

 

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Author: Laura Bosisio

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