SAVERIO RAIMONDO SULLE ORME DI LENNY

Ora basta che si faccia censurare e arrestare. Ah, no: in effetti dovrebbe anche morire. Ma comunque il più è fatto: lo stand-up comedian Saverio Raimondo, con la prima rivolta del pubblico a un suo live, si mette in scia al grande Lenny Bruce. E, nel panorama desolante della comicità nostrana, è pur sempre un buon iniziare.

Scenario: un tranquillo sabato sera allo storico Caffè Teatro di Samarate, nel Varesotto. Sul palcoscenico sale Saverio Raimondo, graffiante stand-up comedian capitolino al suo debutto sulle storiche tavole del locale gestito da Maurizio Castiglioni. La platea è pronta per lo show, o almeno… sarebbe stata pronta per un Baz o, forse dico forse, per la comicità corrosiva di un Kalabrugovic… ma ben presto si scopre che Saverio Raimondo per loro è davvero troppo: un gruppo di attempati avventori, giunti lì per festeggiare un genetliaco, sfodera i forconi e, a un “cazzo” di troppo (immagine infelice, concordo), passa alla contestazione. Che ovviamente prosegue sui social.

contestazione caffè teatro

La reazione di Castiglioni è pronta: “Ho sbagliato io. – ha dichiarato Castiglioni alla Prealpina –, Saverio Raimondo è bravissimo, ma capisco la compagnia di quei sessantenni che hanno trovato lo spettacolo troppo volgare. Saverio è scomodo per il modo con cui tratta certi temi. Lenny Bruce venne denunciato più volte, per la sua epoca era troppo avanti. Oggi c’è un team di comici che si rifanno a lui, e la loro volgarità non è fine a sé stessa. La critica li stima. Ma il sabato la gente qui si attende cose più tranquille. Avrei dovuto avvertirle. È stata una mia leggerezza”.

Come ci aveva più volte confessato, Saverio è da tempo che cerca strenuamente uno straccio di censura, per poter finalmente trasformare il pubblico ostracismo in palazzetti pieni di spettatori paganti. Le ha provate tutte, direttamente in TV, anche sulla RAI. Ma la politica non è più quella di una volta, neppure in tema di editti, bulgari o meno. E alla fine la contestazione è arrivata in un piccolo, glorioso tempio del cabaret lombardo. Meglio che niente.

caffè teatro

Certo, per arrivare ai livelli di Lenny Bruce o di Luttazzi deve ancora fare non poca strada strada. Se per il secondo basterebbe tutto sommato mangiare della merda (vera, per togliersi lo sfizio di battere Luttazzi sul suo terreno), per arrivare ai livelli del primo, invece, la strada è ancora lunga e impervia. Dovrebbe farsi bandire da un po’ di città, farsi arrestare e pestare. Mi piace ricordare, ricordando il mitico Lenny, il 22 novembre 1963. La sera stessa dell’assassinio di John F. Kennedy Lenny decise di salire comunque sul palco. Entrò lentamente, scuotendo la testa ed esordì con una battuta rimasta storica: “Povero Vaughn Meader!” (un comico il cui successo era dovuto alle sue imitazioni del presidente). Insomma, facile indurre dei pensionati a credere che li si stia insultando. Ma lo aspettiamo al varco alla prima morte eccellente! Vediamo se avrà le palle!

E ovviamente, per emulare Lenny, dovrebbe drogarsi, morire e fare in modo che il suo corpo venga fotografato impietosamente dai paparazzi. E se l’ultima esibizione di Lenny il 26 giugno 1966, fu assieme a Frank Zappa, il buon Saverio, prima della finale dipartita, per essere all’altezza dovrebbe tirar su uno show perlomeno… con Eros Ramazzotti. Insomma Saverio, non te la cavi così facilmente: noi Sagome celebriamo solo i morti.

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Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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