SHEEN PAPERONE DELLA TV

 

C. Sheen rientra nel cast della sit com Due Uomini e Mezzo a suon di milioni

 

Due Uomini e Mezzo (Two and a Half Men) era dato per spacciato da mesi per via dell’abbandono di Charlie Sheen. E invece l’attore ha fatto un’inattesa inversione a U e in queste ore ha firmato un contratto che lo lega alla serie CBS per altre due stagioni. Rivedremo quindi il Peter Pan newyorchese nei panni dello sciupafemmine Charlie Harper accanto al fratello di scena Alan (Jon Cryer) e al nipote Jake (Angus T. Jones). DUM è una serie brillante, scritta benissimo e piena di battute dall’inizio alla fine, e ha avuto un discreto seguito anche in Italia. Ma in America è vero oggetto di culto, seconda solo all’irresistibile Big Bang Theory, e nell’ultima stagione vanta uno share medio di 14,7 milioni di spettatori.

Tempo fa Sheen aveva confessato di essere stufo del ruolo e di volere tornare al cinema. Poi gli hanno messo in mano 1,9 milioni di dollari, non a stagione ma a puntata (!), e di colpo la fiction è ritornata ad essere il progetto più importante e stimolante per la carriera di Charlie. Immaginiamo la trattativa con i boss di Warner Bros con Charlie che dice: “Mai, neanche per un milione a puntata torno a fare il deficiente!” E l’uomo col sigaro in mano che ribatte: “Bene, eccotene due, idiota”. 

Neppure Ray Romano per la stagione finale di Tutti Amano Raymond aveva ottenuto tanto! E pensare che a Natale un Charlie Sheen strafatto e ubriaco come un hooligan aveva picchiato la moglie ed era finito in carcere e poi in clinica di riabilitazione. Da feccia dell’umanità ad attore più pagato nella storia della TV nel giro di pochi mesi: certo che in casa Sheen non ci si annoia mai. 

PS: spesso i retroscena delle fiction sono avvincenti quanto la serie stessa, se ne volete conoscere a centinaia leggeteli tutti su Serialmania, l’opera omnia sui telefilm pubblicata da Sagoma Editore.

 

Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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