TANTI AUGURI STANLIO

Buon Compleanno Stanlio, genio della comicità.

600x6002Come li festeggiava i compleanni Stanlio? Probabilmete a torte in faccia! Nacque il 16 giugno del 1890, un anno, sette mesi e due giorni prima del suo eterno partner artistico, il grande Oliver Hardy. Fra poco saranno ben novant’anni dal loro primo film in coppia, eppure non hanno bisogno di presentazioni: la coppia Stanlio e Ollio è ancora notissima in tutto il mondo e continua a raccogliere nuove generazioni di fan. Alla soglia del secolo di vita, infatti, Stan e Oliver sopravvivono alla polvere, anche perché la miscela di irresistibile simpatia e follia– e una certa vena catastrofica – diverte ancora. Una sonora rivincita contro la critica americana che li ha snobbati e sottostimati in vita ma che li ha glorificati da morti esaltando le loro comiche come opere modernissime e non come film di serie B. La rivalutazione critica arrivò quando scomparve per primo Hardy, e Stan ha avuto la possibilità di rivedere il loro mito risorto, e tardivamente gli fu assegnato un Oscar alla carriera.

Il segreto del loro successo è stato e sempre sarà la televisione, un fenomeno che anche da noi è stato registrato sin dalle prime trasmissioni fino ai giorni nostri, come quando qualche anno fa una massiccia riproposta delle loro comiche su Rai3 ha fatto registrare ascolti impensabili (con share vicino al 7%). Fra i comici del passato, sono gli unici che raccolgono un pubblico nuovo. Hanno gettato le fondamenta della prima coppia comica formata da due clown e non il classico duo formato dalla spalla e da un comico come da tradizione del varietà: le occasioni di risate con loro potevano essere il triplo rispetto ad un altro collega contemporaneo. Simpatici pasticcioni, superarono l’affetto del pubblico rispetto ai fratelli Marx, per esempio, che divertivano più gli adulti che le donne o i bambini, e la totale assenza di volgarità e di sessualità nel loro umorismo li ha resi eterni presso il pubblico infantile. Da bambini siamo stati abituati alle loro buffe figure – Stan magro e tontolone, Ollio grasso e prepotente – come capiterà ai nostri e ai vostri figli, perché in loro vedevamo un particolare fascino come quando leggevamo i fumetti di Paperino o andavamo a vedere le marionette. Eppure Stanlio e Ollio erano persone reali, in carne ed ossa, che forse il cinema li ha magicamente trasformati in due personaggi inventati che hanno preso miracolosamente vita. Ci facevano ridere, Stanlio e Ollio, tanto che sono rimasti nei nostri cuori come se fossero una testimonianza della nostra infanzia.
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Per tutta la sua vita, Stan Laurel si è sempre meravigliato della popolarità e dell’entusiasmo dei fan che la coppia scatenava. “Probabilmente”, rifletteva, “Hanno capito quanto amore ci abbiamo messo nel realizzare le nostre comiche”. Sapeva cosa facesse ridere, ma non cosa fosse la comicità. Diceva: “Non mi chiedete, per grazia di Dio, cos’è. Non lo so”. Jerry Lewis, un discepolo che gli ha voluto particolarmente bene, lo riteneva un genio proprio perché non lo sapeva. “Quando chiesero a Socrate perché egli fosse l’uomo più saggio del mondo, egli rispose, ‘Perché non so nulla’. Così era Stan Laurel. Egli credeva sinceramente di non saperlo e perciò sapeva tutto. Era un grande comico e un grande teorico del comico”. Quello che lui sapeva fare era far ridere la gente, comprese che era nato per questo e dedicò tutta la sua vita alla comicità. Il suo destino non poteva essere diverso altrimenti: figlio d’arte, un padre attore, autore e impresario teatrale, e madre attrice drammatica, il giovane Arthur Stanley Jefferson (il suo vero nome), con grande tenacia cercò di sfogare la sua grande voglia di recitare debuttando nel Music-Hall giovanissimo, e arrivò dall’Inghilterra in America nel 1910 con la compagnia di Fred Karno, un nome gigante nella storia del varietà inglese, e mise le radici negli States dopo che il capocomico, un certo Charlie Chaplin, venne scritturato per lavorare nelle comiche di Mack Sennett. Per circa dieci anni, Stan tentò di trovare la fortuna come il suo ex collega in una lunga carriera nel vaudeville, finché si aprirono le porte del cinema più sgangherato – lavorò persino per Larry “Ridolini” Semon – e venne scritturato da Hal Roach, leggendario produttore di Hollywood. Il resto è storia: dapprima comico e poi regista e scrittore, negli Studi Roach Stan incontrò il giovane caratterista Oliver Hardy e insieme cominciano a lavorare in alcune comiche finché, come recita il famoso aneddoto, è costretto a sostituirlo perché ad Oliver accade un incidente casalingo. Quando torna nella Compagnia per il film successivo, si ritroverà nel cast per la prima volta con Laurel. Le due figure così diverse, e il loro rapporto conflittuale (il grasso comanda, il magro esegue, con conseguenze disastrose per entrambi) smuovono il fiuto di Roach e del suo socio Leo McCarey, che in coro si dicono, Perché non farne una coppia? Le reazioni del pubblico determinarono il successo sorprendente che ebbero nel giro di poco tempo, e quando Hollywood tremò per l’avvento al sonoro gli unici attori che passarono dal muto al parlato senza problemi furono proprio loro. Le loro voci si calavano perfettamente nei personaggi – Hardy soprattutto, la sfruttava per delle belle esibizioni canore – e meriterebbe un capitolo a sé la storia del buffo e celebre doppiaggio che in Italia fu adottato e che contribuì notevolmente al lancio della coppia nel nostro paese.

Negli oltre 100 film girati, dal 1927 al 1951, Laurel e Hardy hanno ovviamente preso delle stecche e firmato qualche sciocchezza, specie nell’ultimo periodo quando la fiducia dei produttori era finita e il loro ruolo finì nell’essere solo quella di attori e non autori come erano stati abituati (specie Stan che, tolto i panni del tonto Stanlio, era il cervello creativo della coppia), ma nessuno discute sul loro importante contributo dato al cinema comico: e alcune cose da loro girate sono fra le più divertenti mai realizzate. L’influenza che hanno avuto in registi come Jerry Lewis, Blake Edwards, Jacques Tati, è più che significativa.

Alle loro figure è dedicato un fan club che esiste da 50 anni ed è nato in America con approvazione dello stesso Stan Laurel. Lo ha fondato John McCabe, autore di 4 libri su di loro e intimo amico di Stan, con lo scopo di riunire i fan della coppia e si chiama Sons of the Desert. In Italia esistono ben tre sezioni, la più longeva è la “Noi siamo le colonne” ed è nata a Modena nel 1992
Per celebrare Stan e il suo partner Oliver, abbiamo pensato di postare nell’articolo una gag indimenticabile che ben racchiude la loro poetica. L’intramontabile corto del pianoforte, La Scala Musicale (premio Oscar per il miglior cortometraggio nel 1932). Buon divertimento.

Parte 1

Parte 2

Author: Redazione

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