TUTTO PUÒ CAMBIARE

 

Tutto può cambiare – recensione

Tutto può cambiare? Macché, è la fotocopia di Once! Ma non potrete fare a meno di lasciarvi contagiare dall’energia di Mark Ruffalo

Regia di: John Carney. Interpreti: Mark Ruffalo, Keira Knightley, James Corden, Hailee Steinfeld, Mos Def, Catherine Keener Titolo originale: Begin Again Genere: commedia, drammatico. Durata: 104 min. Nazione, anno: USA, 2013. Uscita: 16 ottobre 2014.

TUTTO PUÒ CAMBIARE – SINOSSI E RECENSIONE

TUTTO PUÒ CAMBIARE – SINOSSI

Dan (Mark Ruffalo), discografico in piena crisi esistenziale e professionale, una sera sente suonare Greta (Keira Knightley), cantautrice di talento che sta per lasciare New York dopo la fine della sua storia d’amore con Dave (Adam Levine, leader dei Maroon 5), per cui ha scritto un’infornata di hit e si è vista ripagare con un bel tradimento. Dopo qualche resistenza iniziale, Dan convince la ragazza a preparare un album da proporre alla sua etichetta discografica per riscattarsi dopo anni di disastri, ma viste le ristrettezze economiche e lo scetticismo del suo socio (Mos Def) decide di rinunciare a una sala d’incisione e di registrare direttamente nelle strade…

TUTTO PUÒ CAMBIARE – VI DICIAMO LA NOSTRA

Ve lo dico subito (e tanto lo avrete intuito dal titolo): questo film è la copia furbetta e accattivante di Once, sempre diretto da Carney, piccolo film rivelazione del 2006 che vinse anche un Oscar per la miglior canzone (“Falling Slowly”). Sono operazioni che mi irritano perché puramente dettate dalla logica degli incassi, ma non me la sento di stroncare completamente questo film. Ovviamente, cambiano la vicenda e l’ambientazione, ma il filo conduttore delle due pellicole è l’amore per la musica. E laddove Once era genuino nella sua descrizione di un’Irlanda in crisi, Tutto può cambiare risulta artificioso… a cominciare dalla cara Keira, che qui esibisce una vocina esile come il suo corpicino e se ne va in giro dimessa come una missionaria, forse per farci dimenticare quell’alone glamour che si porta irrimediamilmente dietro, e per questo risulta forse il personaggio meno convincente. Altrettanto studiata mi è sembrata questa New York estremamente romantica, proprio da cartolina… non dico che avrei voluto assistere a qualche accoltellamento o sparatoria, ma un po’ più di veracità non avrebbe guastato. Persino gli allegri scugnizzi ingaggiati in un vicolo a mo’ di coro mi sono sembrati un po’ troppo perfettini.

Però, c’è un però. Mark Ruffalo è assolutamente travolgente. E non lo dico solo perché se mi bussasse alla porta mollerei baracca e burattini e fuggirei con lui, ma perché è un attore dal talento straordinario e multiforme. Non avrei mai pensato che sapesse dimostrarsi anche brillante. Il personaggio di Dan è davvero trascinante. Lo vediamo all’apice della disperazione a inizio film e si illumina gradatamente davanti ai nostri occhi man mano che questo disco prende vita, il suo entusiasmo per il suo lavoro è contagioso, e raggiunge un tocco quasi poetico nella scena in cui, ascoltando Keira che canta accompagnata alla chitarra, comincia a immaginare un ipotetico arrangiamento e vediamo altri strumenti animarsi per magia… Di solito dico sempre che non basta un bravo protagonista per risollevare le sorti di un film, ma stavolta devo mettere in dubbio le mie parole.

Resta quindi un film piacevole e, se non avete visto Once, potrà risultarvi addirittura originale, anche se un po’ furbetto. Si esce dalla sala sereni e appagati (mica poco, di questi tempi).

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Author: La Tradi

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