UN AMORE ALL’ALTEZZA

 

UN AMORE ALL’ALTEZZA

Regia:  Laurent Tirard Con: Jean Dujardin, Virginie Efira, Cédric Kahn, César Domboy, Myriam Tekaïa. Genere: Commedia Sentimentale,  Durata:  98 min. Nazione, anno:  Francia. Uscita: 7 settembre 2016.

UN AMORE ALL’ALTEZZA

UN AMORE ALL’ALTEZZA – SINOSSI
Diane è una bella donna. Molto bella. Brillante avvocato, spiritosa e determinata. E ha appena messo fine a un matrimonio che non la rendeva felice. Ora si sente pronta a incontrare l’uomo della sua vita. Guarda caso, un bel giorno Diane riceve una telefonata da un certo Alexandre, che ha trovato il suo cellulare. Durante la loro conversazione telefonica accade qualcosa. Alexandre è garbato, spiritoso e a quanto pare anche colto. Diane ne resta affascinata. Ben presto fissano un appuntamento. Ma il loro incontro non andrà affatto come previsto…

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UN AMORE ALL’ALTEZZA- RECENSIONE

Donne innamoratevi

Donne innamoratevi

Donne, sta arrivando Dujardin. L’icona sexy del cinema francese, Jean Dujardin, che ha fatto innamorare le platee di mezzo mondo con l’emozionante The Artist, è protagonista, assieme alla languida Virginie Efiram del rifacimento del film argentino Corazón de León (2013). Il film è una love story fra un uomo intelligente, affascinante affetto da nanismo e una brillante donna in carriera appena separata. Tempi comici perfetti e ricco di splendide gag, molto divertenti, il continuo gioco di passare dal primo piano di un Dujardin che ammalia col suo sguardo sensuale e penetrante, a panoramiche in cui viene reso evidente il contrasto con l’altezza standard della realtà circostante, crea un educato ma cattivello sentimento umoristico che volenti o meno, genera un sorriso. Per quanto riguarda invece lo spessore morale di Un Amore all’Altezza, che comunque tratta di una condizione fisica ed umana che genera disagio, l’opinione è molto legata al finale. E siccome spoilerare è assieme al gentismo e al complottismo uno dei mali del web, vi lasciamo liberi di pensarla come volete, senza influenzarvi tentare di convincervi.
Tanto alla fine quello che conta è quanto sia bello Dujardin.

 

Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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