UN SIMPSON CHIAMATO CAVALLO

BoJack Horseman è una delle serie di Netflix che sta riscuotendo maggior successo.

Per chi non lo avesse già spoilerato (a che pro?), cercato in rete o visto su Netflix,  BoJack è un attore che negli anni Novanta è stato protagonista di una sitcom straccia lacrime&soldi. Dopo il declino, Bo tenta di riconquistare la fama perduta scrivendo un’autobiografia. BoJack si crede ancora una star e per questo va in giro per Hollywood a far girare le palle a chiunque incontri col suo caratterino superbo ed egocentrico. BoJack è vanitoso e altezzoso come un cavallo. Vomita al momento meno opportuno e ed essere precisi, BoJack è un cavallo.

BoJack Horseman è un cartone per adulti, ricco di citazioni, in linea con i Simpson e i Griffin, ma un po’ più disperato. In BoJack le star di Hollywood hanno gli stessi vezzi, vizi e invidie delle divinità greche, ma  a differenza delle opere di Omero è politicamente scorretto, cinico, aggressivo e un po’ bastardo. Resta solo da chiedersi perché la comicità più pungente e liberatoria – che colpisce gli status symbol di una società inebetita da zuccheri, reality e serie TV – passi solo dai cartoon e sembra dimenticata dalle serie con attori in carne e ossa.

Forse perché per dire la verità bisogna essere un po’ matti. Matti come un cavallo, appunto

Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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