UN’ESTATE IN PROVENZA

 

UN’ESTATE IN PROVENZA

Regia:  Rose Bosch Con: Jean Reno, Anna Galiena, Chloé Jouannet, Hugo Dessioux, Aure Atika. Genere: Commedia Durata: 105 min. Nazione, anno: Francia 2014. Uscita: 13 aprile 2016.

UN’ESTATE IN PROVENZA


UN’ESTATE IN PROVENZA – SINOSSI
Nella campagna provenzale accarezzata dal maestrale giungono in vacanza dai nonni Léa, Adrien e il fratellino Théo, sordo dalla nascita. Non è la vacanza dei loro sogni e in meno di ventiquattro ore è scontro generazionale con il nonno Paul, un olivicoltore rigido e burbero che non hanno mai conosciuto a causa di un vecchio conflitto familiare con la madre. Ben presto però il passato tempestoso di Paul si riaffaccia e i trasgressivi anni Settanta fanno ritorno sullo sfondo incantevole della Provenza mettendo in luce il suo lato più umano e affettuoso. Ecco che le differenze tra la vita di città e di campagna si annullano e le due generazioni possono finalmente incontrarsi dando vita a una vacanza indimenticabile.

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UN’ESTATE IN PROVENZA – RECENSIONE

 Un’estate in Provenza sembra uno lungo spot girato per esaltare le bellezze del Midi francese, ma con più luoghi comuni di una pubblicità del Mulino Bianco. Il film è ricco di buoni sentimenti e pensato per far commuovere.  I vari temi della pellicola (scontro generazionale, vita di città/campagna, lentezza/velocità) sono affrontati con grande superficialità e infarciti di cliché. A far da contorno a questa piattezza di analisi esistenziale, c’è la Provenza, bella proprio come un ufficio del turismo vuole farvi immaginare, ricca di sorrisi e beoni buoni. A tratti si pensa che se la regista avesse girato questo film a Napoli, sarebbe stato un trionfo di pizza, sole, pasta e Filumene Marturano.

Le risate non sono contemplate, i sorrisi sì, l’occhio gode davanti ad estatici paesaggi fra dialoghi sinceri, ottima recitazione e la consapevolezza che anche se scorre piano, la vita sa regalare tante sorprese. E adesso che ne avete preso atto, ora che vi è stato svelato che il senso della vita è sul fondo di una bottiglia di vino bevuta in compagnia mentre si respira l’aria sana dei campi resa frizzantina dall’odore di vacca e di formaggi e salumi tipici del luogo, facendo ben attenzione a non sporcare l’immancabile tovaglia a quadretti, questa primavera potete andare in vacanza in Provenza.

 

Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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