VIVA TROISI!

Il 4 giugno di 21 anni fa, nel 1994, se ne andò un vero Genio. Quel giorno il cuore di Massimo Troisi smise di battere a 41 anni, lasciandoci sgomenti e davvero poveri.

E’ stato uno dei comici più amati dal nostro paese, un popolo disattento perché della sua scomparsa il grande Troisi ci aveva fatto un film per la televisione che a rivederlo oggi mette i brividi anche per la sfrontatezza del suo genio: si intitolava Morto Troisi, viva Troisi, e andò in onda nel 1982. Merita assolutamente la visione.

Dotato di una ironia molto partenopea, non ci ha mai dato possibilità di rattristarci perché era un attore comico davvero straordinario e innovativo. Chi aveva tempo per piangerci sopra quando crepavi dal ridere mentre vedevi gli sketch della “Smorfia“? Lui per primo ti invitava a sdrammatizzare, nella più tipica tradizione teatrale. Troisi è stato uno degli ultimi comici della razza più pura, discendente diretto di Totò e di Eduardo De Filippo, nomi che fanno paura, e quando veniva paragonato a loro lui si distanziava con sincera ammirazione.

Debuttante in televisione nel programma Non Stop nel 1977 con gli amici Lello Arena e Enzo De Caro nel gruppo La Smorfia, dopo tre anni Troisi spicca da solo debuttando nella regia con Ricomincio da tre, uscito nel 1981, salutato da un clamoroso successo di pubblico e di critica. Il suo personaggio di imbranato – ma non scemo – con le donne moderne degli anni ’80 piacque moltissimo e diventò un pò il marchio dei suoi film successivi. Dotato di una parlantina a volte incomprensibile per via del dialetto napoletano stretto, Troisi si rifiutava di parlare italiano perché si sarebbe sentito “falso” e traditore delle sue origini. Gentile, timido e a volte malinconico, difficilmente riuscirà a trovare la genialità dei primi film ma nella sua decennale carriera ci ha lasciato buoni film, anche apertamente comici come Non ci resta che piangere, film del 1984 diretto e interpretato a quattro mani con Roberto Benigni, un film anche scombiccherato e troppo lungo ma che si rivede sempre con piacere.

Certo, per poterlo apprezzare non dovevamo per forza aspettare la sua scomparsa – ma come diceva Lello Arena nel film Morto Troisi, viva Troisi, “Non si poteva fa’ niente!” – ma almeno abbiamo avuto la fortuna di apprezzare la sua arte e sentirne la mancanza, a 21 anni da quando quel ticchettio smise di funzionare. Io personalmente sono convinto non sia morto davvero. Stiamo solo rimandando.

Le Sagome lo salutano con la bellissima poesia che Benigni scrisse in quella triste occasione e che viene qui letta da un commosso Renzo Arbore.

https://www.youtube.com/watch?v=m5SoWQzbZe8

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