WORDS AND PICTURE

 
Clive Owen, Juliette Binoche,

Clive Owen e Juliette Binoche

 

Words and Picture sembra girato apposta per gli spettatori di Rai5 e Laeffe.

Regia di: Fred Schepisi   Interpreti: Clive Owen, Juliette Binoche, Keegan Connor Tracy, Amy Brenneman Genere: commedia, romantico. Durata: 111 min. Nazione, anno: USA, 2014. Uscita: 13 novembre 2014.

WORDS AND PICTURE – SINOSSI E RECENSIONE

WORDS AND PICTURE – SINOSSI

L’insegnante di inglese Jack Marcus (Owen), con un passato da stella letteraria, si scontra ogni giorno con la sintesi e l’asetticità dei suoi studenti al tempo dei social network. Al fine di galvanizzare il loro interesse per la materia e per risollevare le sue sorti da insegnante compromesse dalla passione per l’alcol, Jack escogita il piano geniale di dichiarare una guerra tra parola e immagine, fiducioso che la prima possa trasmettere un significato più potente e profondo rispetto alla seconda. La degna avversaria del fantomatico match è Dina Delsanto (Binoche), una pittrice astrattista conosciuta e apprezzata nel suo ambiente, arrivata da poco nel campus, e che, immediatamente, desta curiosità e attenzione nel Prof. Dina e i suoi studenti d’arte accetteranno la sfida di Jack e dei suoi studenti d’inglese e la battaglia avrà inizio, non solo a suon di dipinti, quadri, poesie e aforismi.

WORDS AND PICTURE – VI DICIAMO LA NOSTRA

Avete presente quei film in cui non ci capite una mazza, fino a quando il giorno dopo leggete una recensione – non di certo sul nostro sito – che vi spiega che in realtà è tutta una grande metafora sull’arte?
Allora voi pensate, ah mi pareva, e sì, avevo intuito qualcosa, ma poi capite che forse è meglio se non dite in giro che avete visto quel film, almeno per evitare domande inopportune.
Ecco questo film pure essendo Incredibilmente Intelligente (cit. New York Times), ma anche Delicato e Raffinato (cit. USA Today)  non vi farà incorre in questo rischio.

Purtroppo questo film è comprensibile, forse pure troppo, perché non spinge a porsi dei dubbi e delle domande, cosa orrenda per un’opera che vorrebbe essere d’arte. È semplicemente una brillante commedia, un tantino romantica, in cui si gioca la partita Parole vs Immagini con il professore Jack Marcus (Clive Owen) a lottare nella squadra delle parole e Dina Delsanto (Juliette Binoche) paladina delle immagini.

Diciamo che con la sua ambientazione scolastica, professori che si avvicinano più all’eroico ma un filino patetico Robin William di Attimo Fuggente che al superbamente sgangherato Micheal Douglas di Wonder
Boy, questo film vi spronerà a correre il libreria, comprare un libro – non di certo un nostro libro – per esaltare il potere della parola o al contrario a correre a una mostra per abbracciare i paradigmi della forza dell’immagine.
Il problema è che quando un film è così Incredibilmente Intelligente e Delicato e Raffinato, la tarantola masochista che stravolge la vita del superbamente sgangherato Micheal Douglas di Wonder
Boy risorge dentro di noi e fa venir voglia di essere spudoratamente cretini e rullarsi come il superbamente sgangherato Micheal Douglas di Wonder Boy un bel trombone che ci faccia meditare sul nonsenso della vita.
Per nostalgici di Woody Allen e dei vorrei ma non posso.

Ps. per sapere chi vince la partita Parole vs Immagini, andate al cinema o aspetta che Rai5 e Laeffe facciano il loro dovere.

 

 

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Raffaele Palumbo

Author: Raffaele Palumbo

Figlio non riconosciuto di Virginia Woolfe e Irvine Welsh, fu concepito nella peggiore toilette della Scozia la notte in cui il Muro di Berlino cadde nel Cielo Sopra Berlino. Ama scippare alle poste, fare l'aperivita fra Corso Como 10 e il Frida, trollare sul web. Dopo aver donato il fegato ai peggiori bar di Caracas si è laureato in Lettere Moderne all'Università Federico II di Kagoshima corrompendo tutti i prof. col frutto dei suoi scippi. Nella vita si occupa di tecnologia e umorismo. È bipolare. Non vede i refuusi.

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