ZELIG 2014 RIPARTE… COL 4 IN CONDOTTA

Zelig festeggia i suoi 18 anni, non col massimo dello stile. Nonostante la coppia Hunziker-Papaleo funzioni e i comici facciano tutto sommato il loro, la mancanza di un omaggio allo scomparso Giorgio Faletti, uno dei volti più noti della comicità made in Mediaset, sembra davvero una mancanza di stile imperdonabile.

Zelig mancava da un anno e mezzo circa dall’universo catodico, e forse tanta attesa meritava una maggiore attenzione da parte della rete e degli autori. Francamente, come molti lettori ci hanno sottolineato, tutti si sarebbero aspettati che avrebbero trovato, in una trasmissione di due ore, 5 minuti per ricordare Giorgio Faletti uno dei volti simbolo della comicità Mediaset. Un’occasione persa, una mancanza di stile marchiana.

Un vero peccato perché, per il resto, nonostante la polverosa e già denunciata mancanza di originalità del format – la soluzione del doppio presentatore “rotante” è in quest’ottica ben misero rimedio – la puntata è stata alla fine abbastanza divertente. Ecco quindi i voti degli artisti al debutto. Premesso appunto che il primo voto, quello della condotta, è un bel 4!

7.5 – Hunziker – Papaleo: la carretta la tira la bella Hunziker, perfettamente a suo agio in quella che è casa sua, ma anche il buon Papaleo, pur tradendo un po’ di emozione e qualche impaccio, fa il suo, assestando qua e là colpi di classe.

s.v. – Paolo Arcuri: incursioni talmente veloci che..

7 – Ale & Franz: niente da dire, sempre bravissimi e con battute efficaci a raffica.. ma ancora coi vecchi? Un punto in meno per la mancanza di coraggio.

6+ – Anna Maria Barbera: una sufficienza di stima (il + è la stima) per un monologo, sentito e (a suo modo) impegnato, ma non proprio esilarante.

s.v. – i Beoni: le consuete parentesi di pubblicità progresso. Per carità, pure simpatiche, ma…

6.5 – Alessandro Betti: non amiamo particolarmente i “personaggi”, ma il frustrato free-styler Sdrumo ci piace sempre. Dopo averlo visto, nessuno riesce più a verbalizzare correttamente.

6 – i Boiler: niente di che, per carità, ma sempre simpatici con le loro interviste dalla platea.

5 – Giuseppe Giacobazzi: monologo fiacco, l’indubbia simpatia e l’accento romagnolo non possono far miracoli di fronte a un testo scialbo e poco originale.

8 – Maurizio Lastrico: “cateto per cateto!”, un pezzo esilarante in cui numeri e locuzioni matematiche sostituiscono le parolacce. Un grande.

8 – Marta e Gianluca: a Zoboli e De Angelis perdoniamo il trito espediente dello speed dating, perché sono davvero bravi. La Zoboli, in particolare, attrice comica dotatissima, eleva ad arte il ruolo della spalla, tanto da invertire spesso la percezione dei ruoli con De Angelis. Bene, bravi, bis!

7 – Mister Forest: sempre scoppiettante, divertente, simpatico. Una garanzia.

7 – Nuzzo Di Biase: schermaglie coniugali a letto… vi ricorda qualcosa? Vianello-Mondaini 2.0, con qualche (realistica) volgarità in più, convincono pur tra qualche incertezza (e una chiusa fiacca, dài).

? – Alessio Parenti: vengono trasmessi durante la puntata i suoi (super)corti in cui il Nostro riesce a farsi male sempre e comunque con una spugna. Non abbiamo colto. Colpa nostra, per carità.

6.5 – Andrea Perroni: niente di nuovo sotto il cielo, ma quello che sa fare (imitazioni e canzoni), lo sa far bene.

7+ – Senso D’Oppio: le trovate del duo sono sempre ammirevoli, anche se non hanno inscenato certo la loro migliore performance di sempre.

5.5 – Trio Medusa: ci regalano passi di Mark Knopfler in barese, Kate Bush con le emorroidi, Shakira che caga il purè, e molte altre preziose chicche, ma… che c’entrano coi comici?

Author: Redazione

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