ZELIG STAND-UP? SÌ! ANZI NO.

Al mitico teatro milanese Zelig di Viale Monza proseguono le serate OPEN MIC. Dopo tante polemiche, Giancarlo Bozzo ha voluto così aprire alla stand-up? Scopriamolo assieme..

Il progressivo affermarsi in Italia della stand-up comedy, vera o spuria (e saltiamo a pie’ pari ogni diatriba definitoria per amor di sanità mentale), è stato accompagnato nell’ultimo anno e mezzo dalla lenta ma inesorabile emersione di serate cosiddette open mic: serate che nella tradizione anglosassone sono proprio rivolte a stand-up comedian in erba per testarsi davanti a un pubblico dopo mesi e anni di performance davanti allo specchio. Ma tutto ci saremmo aspettati tranne che vedere uno spazio open mic ritagliato all’interno della programmazione di Zelig, soprattutto dopo le parole rilasciateci dal patron dello stesso Zelig, il buon Giancarlo Bozzo, su stand-up comedy e affini in una nostra precedente intervista.

La curiosità ci ha spinto a risentire non solo Giancarlo Bozzo ma anche Leonardo Manera, chiamato in ruolo di presentatore… psicologo.

Giancarlo, come mai, con tutta la tua resistenza verso la stand-up (o forse verso i suoi interpreti?, ndr), addirittura delle serate open-mic?
“L’open mic per quanto ci riguarda non è legata alla stand-up. Vuoi fare filosofia, vuoi cantare, vuoi…. ? Ti diamo un microfono. L’ultima volta avevamo 4 cantanti, un mago, di tutto. Io queste serate me le vengo a vedere tutte. Se c’è un talento di qualsiasi tipo, può emergere qui. E mi piace essere lì quando accade”.

Perché la scelta di Leonardo Manera come conduttore?
“Manera non è lì per fare il comico, ma per presentare. La sua sensibilità lo aiuta a interagire al meglio con dei novizi. Sa gestire l’emozione ma anche, diciamo così, tutti gli stati d’animo più disparati di cui possono essere preda le persone che salgono per la prima volta su un palco”.

Quindi non hai proprio voluto strizzare l’occhio alla stand-up comedy?
“No. Le serate sono un “luogo” dove provare a scoprire nuovi talenti, non solo comici. Su dieci che si esibiscono, almeno tre sono dignitosi. E, se si è fortunati, su uno ci sono margini per lavorare. Ma non si tratta solo di ragazzini, ma di persone di tutte le età”.

Leonardo, confermi?
“Sì, l’idea originaria è quella di un microfono aperto per tutti e per tutto. Finora sono saliti sul palco soprattutto comici o cantanti. La prima serata abbiamo dato 8 minuti, poi siamo scesi a 6… Non c’è, ovviamente, selezione. Chi vuole si registra prima della serata e poi arriva senza che nessuno sappia cosa farà o, soprattutto, se sarà bravo o meno.

Insomma più che un open-mic di stampo anglosassone, c’è più un’impostazione a La Corrida.
“Esatto. La regola non è interrompere. Io posso intervenire prima e dopo l’esibizione. Con risultati esilaranti, non necessariamente per merito mio… È capitato che alcuni cantanti fossero convinti di essere bravi e invece erano terribili. Con inevitabili conseguenze.

Finora com’è andata, in termini di emersione di talento, almeno potenziale?
“Mah, diciamo così, che a occhio un 40% è risultato sicuramente dignitoso e almeno un paio hanno interessanti potenzialità. A me è piaciuto molto un ragazzo che si è cimentato con un pezzo di Gaber”.

E a te Giancarlo?
“Un ragazzino, Francesco Riva, di 22 anni che si è esibito con un pezzo molto surreale a base… di oggetti che gli parlavano”.

Per chi è curioso, la prossima serata si terrà domenica 6 marzo, ore 21:00. Andateci con un buon bagaglio di curiosità, apertura mentale… e pomodori 😉 Non si sa mai.

Per saperne di più:
Zelig Cabaret
Viale Monza, 140 – 20127 Milano
prenotazioni chiamando 022551774 – prevendite ticketone.it

 

 

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Carlo Amatetti

Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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