ADDIO A BOB HOSKINS

Bob Hoskins ci ha lasciato, è morto ieri all’età di 71 anni. Era malato da tempo di Parkinson, motivo per cui aveva lasciato due anni fa il mondo dello spettacolo.

“Quando iniziai questo mestiere ero un tipo volgare, dislessico, alto un metro e 68, cubico, con una faccia simile ad un cavolo schiacciato, e invece sono stato accolto a braccia aperte”.

Pochi attori come lui hanno catturato così tanta simpatia del pubblico, così basso e rotondo e con gli occhi vispi. Lo rimpiangiamo tutti come il mitico detective Eddie Valiant del film Chi ha incastrato Roger Rabbitt? (1988), dove recitava praticamente solo con i cartoni animati di “Cartoonia”, minacciata dalla distruzione dal terribile Giudice Morton interpretato da Christopher Lloyd, e come Spugna, la “spalla” di Capitan Uncino (Dustin Hoffman), nel film Hook – Capitan Uncino (1991).

bob-hoskins

La sua carriera iniziò casualmente. Vero nome Robert William Hoskins Jr., nato nel 1942 a Bury St. Edmunds, Inghilterra, ha avuto inizi umili, figlio di un ragioniere e di una cuoca e insegnante d’asilo, e si trasferì con la famiglia a Londra durante la Seconda Guerra Mondiale. Si improvvisò in numerosi mestieri – facchino, autista, idraulico, persino il pompiere – finché, nel 1969, accompagnando un amico a un provino per uno spettacolo teatrale, venne scelto dal regista reclutandolo quasi a forza nella sua compagnia. Da lì la sua carriera d’attore lo portò a recitare in diversi teatri di Londra fino a diventare membro della Royal Shakespeare Company (una delle più importanti compagnie teatrali inglesi che si basa su testi di… Shakespeare). Recita sul piccolo schermo in diversi film per la BBC (conquistò la notorietà nel 1975 con On the Move, una serie dove Hoskins interpretava Alf, un ritardato che non sapeva leggere e scrivere) per poi per poi sbarcare nel cinema nel 1974, affiancando Richard Dreyfuss nel film Il pornografo.

Quel lungo venerdì santo, film drammatico del 1980, incentrato sulla figura di un gangster londinese, è la svolta della sua carriera. È protagonista a tutto tondo e la critica lo applaude. Una carriera, intendiamoci, molto particolare, altalenata fra film molto drammatici e altri sorprendentemente comici. Non diventò mai una vera star, eppure anche se ricevette messe di premi per i suoi ruoli seri (ricordiamo Mona Lisa, del 1986, per il quale fu nominato agli Oscar ma vinse il Golden Globe, il Batfa e un premio al Festival di Cannes, o nel ruolo recente di Papa Giovanni XXIII, nella fiction italiana Il Papa buono, 2003), o bizzarri (Brazil, diretto da Terry Gilliam, del 1985; interpretò persino Benito Mussolini per la tv Svizzera, sempre nell’85), è rimasto nella memoria collettiva per i ruoli brillanti e soprattutto comici. Aveva un talento per le situazioni assurde: alle prese con un coniglio animato accusato di omicidio, o con un cuore trapiantato di un avvocato di colore morto in circostanze misteriose (Un fantasma per amico, 1990), o nei panni di Super Mario (nell’omonimo film del 1993, a dire dello stesso Bob una esperienza dimenticabile), o nel citato Hook, Hoskins era il caratterista perfetto. Sbalorditivo e irresistibile, lo ricorderemo con l’impermeabile e il borsalino, sobrio, con il suo whiskey in mano, che borbotta, “cartoni…”.

Ora, Eddie Valiant ha raggiunto suo fratello Teddy.

PROMO-IN-CALCE-LIBRIDIVERTENTI

Share This Post On