MEL BROOKS ENTRA NELLA WALK OF FAME

Mel Brook festeggia i 40 anni di Frankenstein Junior firmando la stella con sei dita.

Ultimamente era toccato ad altri calibri della commedia Jerry Lewis (e passi) e… Ben Stiller (!), e quindi non possiamo non concordare col tono polemico con cui il figlio di Mel Brooks ha accolto la notizia di questa tardiva onorificienza: “era ora, eh!”.

Quante dita servono per firmare sulla Walk of Fame? Almeno undici!

Mel Brooks alla veneranda età di 88 anni non ha perso nulla della propria verve. L’attore, comico, regista e commediografo newyorchese si è ritrovato sulla Walf Of Fame di Hollywood Boulevard a porre finalmente lo stampo delle proprie mani nel cemento in occasione dei 40 anni dall’uscita di “Frankenstein Junior”, un titolo che proprio in Italia è assurto al rango di vero e proprio film cult tanto da essere ancora oggi il film più venduto nella storia dell’homevideo. Per l’occasione Mel non ha voluto smentirsi e si è presentato… con sei dita in una mano! “Per distinguermi – ha dichiarato scherzando – si dirà: guarda, Mel Brooks ha sei dita alla mano sinistra”. Al termine della cerimonia ha cinguettato su twitter: “ho un disperato bisogno di lavarmi le mani”.
Mel Brooks sulla Walk of Fame

Frankenstein Junior compie 40 anni, e anche Sagoma vi fa un regalo!

Perché proprio ora rimediare allo scempio di non aver portato prima il buon Mel sulla Hollywood Boulevard? Perché forse si voleva aspettare un anniversario davvero spettacoloso come quello delle quattro decadi del capolavoro firmato a quattro mani con Gene Wilder. Campione d’incassi nel 1975, ispirata al romanzo di Mary Shelley e soprattutto ai celebri horror in bianco e nero di James Whale, la pellicola aveva già ricevuto l’onore di venire scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Al tredicesimo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi, la quarta regia di Brooks fu quella buona per rilanciare all’epoca la carriera non solo del regista ma anche del formidabile interprete, il mitico Gene Wilder, autore del soggetto e coautore della sceneggiatura, per la quale i due furono nominati dall’Academy per la Migliore Sceneggiatura Non Originale. Per l’occasione Sagoma Editore regala ai propri lettori un sontuoso pack dell’autobiografia di Gene Wilder e della biografia di Marty Feldman a un prezzo davvero speciale per poter rivivere i giorni della creazione di questo capolavoro direttamente dalle parole di due dei suoi maggiori artefici. Ma attenzione: solo per chi lo acquista entro settembre direttamente online sul sito dell’editore, sia cartaceo che in ebook!
40 anni di Frankenstein Junior

Perché ci hanno messo tanto? E chi lo sa…

Ma forse la scusa del grande anniversario è qualcosa a cui noi per primi vogliamo credere per non vedere la verità di un grave sgarbo che il buon Mel certo non meritava visto che la sua filmografia non è certo riconducibile al solo trionfo gotico di cui sopra. Da Mezzogiorno e Mezzo di Fuoco (dello stesso anno) al coraggioso L’Ultima Follia di Mel Brooks, un film muto con il favoloso trio Brooks-DeLuise-Feldman, da Essere e Non Essere con la moglie Anne Bancroft a Vita da Cani!, Mel Brooks ci ha fatto divertire in tutti i modi raggranellando messe di onorificenze: un Oscar, tre Emmy, tre Grammy e tre Tony Award. Al termine della proiezione speciale alla Academy of Motion Pictures Arts and Sciences con la quale Hollywood ha voluto rendere omaggio alla pellicola, Mel Brooks ha infatti fatto eco al figlio lasciando una dichiarazione non proprio conciliativa: “Come mi sento? Sono contentissimo! Ma la seconda domanda è: perché ci hanno messo tanto? La risposta è perché sono dei maledetti testoni, ecco perché. Se fosse stato a colori lo avrebbero celebrato vent’anni fa”.

Mel Brooks sulla Walk of Fame

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Author: Carlo Amatetti

Carlo Amatetti è l'editore di Sagoma, casa editrice specializzata in comicità e humour. Combatte da sempre per l'idea che anche la comicità debba entrare a buon diritto nell'ambito della cultura. Sorprendendosi che si debba ancora farlo...

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